Nella professione dello scrittore ci sono alcune cose che non si sbaglia mai a evitare come fossero nemici feroci e mordenti, pronti a divorare la buona volontà, le pagine del manoscritto chiuso nel cassetto, il rigore morale e l’onestà intellettuale che dovrebbero accompagnare ogni mestiere. Ma quelle assediano costantemente uno scrittore, aspirante, esordiente e pure esperto, senza alcuna premura di distinguere tra questo e quello. C’è chi come la scrittrice Maria Teresa Steri prova a parlarne collegandoli ai sette vizi capitali e noi ci riproviamo a modo nostro, così, per un consiglio, una riflessione, una sana auto-revisione. Gli scrittori superbi sono quelli convinti che dalla loro penna esca “oro colato” e che una volta solidificatosi sulla pagina non sia più possibile toglierlo. Bastano quattro libri pubblicati, ovvia certe volte anche uno, e scatta la sindrome del pavone. Vanitas vanitatum et omnia vanitas, bisognerebbe sempre ricordarsi, vanità, vanità, quanti danni fa.Continua a leggere …