vania 13 Marzo 2018

Salon du LivreLa giornalista Nicole Vulser è autrice di un articolo inchiesta pubblicato il 13 marzo 2018 sulla testata francese Le Monde, e riferisce di situazioni al limite della sopportabilità tra autori ed editori in quel di Francia. L’inchiesta, condotta tra 1200 autori, è stata pubblicata proprio in occasione della nuova edizione del Salon du Livre (Salone del Libro) di Parigi che andrà in scena dal 16 al 19 marzo 2018.

«Come cani e gatti» scrive la Vulser «Le relazioni tra autori ed editori restano tese, secondo un sondaggio pubblicato lunedì 12 marzo dalla Società Civile degli Autori Multimediali (SCAM) e la Società dei Letterati (SGDL), prima dell’apertura del Salone del Libro di Parigi, venerdì. Sui 1200 autori che hanno risposto al questionario, il 29,2% considera di avere “relazioni non soddisfacenti, quando non conflittuali, con alcuni o la maggior parte dei propri editori, e l’8% con tutti i loro editori”».
Cosa vuol dire? Vuol dire che il mondo editoriale è conflittuale, non solo in Italia.
«Scrivere non è sufficiente per vivere. Un quarto degli autori non percepisce nulla per le proprie opere. E quando Salone del libro di Parigic’è, è inferiore a 1500 € per il 34%, tra 1500 e 3000 € per il 36,7% delle persone intervistate. Solo il 14,4% raggiunge cifre tra i 3000 € e i 5000 € e il 14,9% cifre superiori. Il sondaggio cita un “tasso di remunerazione medio” (diritti d’autore) molto basso, il 7,2% lordo del prezzo di copertina. I romanzieri sono un po’ meglio retribuiti (8,5%), così come gli autori di graphic novel (8%) [NdR: in Francia il mercato del fumetto è radicalmente diverso da quello italiano].

Al contrario, gli autori di libri per bambini occupano la parte bassa della scala (5,2%). Di fatto, solo un terzo degli autori fa solo lo scrittore. La grande maggioranza deve trovare altre fonti di reddito per vivere. Dall’ultimo sondaggio del 2015, il 48% degli intervistati stima che la sua situazione economica si sia mantenuta, il 44% che si sia deteriorata. Inoltre, perdura una certa opacità da parte degli editori: quasi un quarto degli autori è, per esempio, venuto a conoscenza delle traduzioni dei propri libri all’estero senza esserne stato preventivamente informato dalla casa editrice. Più della metà di essi non ha nemmeno percepito dei diritti al riguardo. Altro reclamo: il 25% degli autori si lamenta che il loro editore non si sia preso la briga di comunicare che la loro opera era stata mandata al macero. Tra gli elementi positivi citati nello studio, figura che il lavoro creativo degli editori sembra essere maggiormente apprezzato, e che aumenta il tasso di soddisfazione degli autori in merito alla diffusione delle loro opere. Inoltre, la promozione dei libri è giudicata più soddisfacente. Un terzo degli scrittori, d’altra parte, lamenta la mancanza di informazioni sulle vendite delle loro opere. In effetti, il 60% degli autori è costretto a reclamare i propri dati connessi ai diritti. E quando recuperano questi documenti, il 66% li giudica opachi e incompleti. Le questioni finanziarie sono il nervo scoperto: quasi due terzi degli autori sono costretti a scrivere ai propri editori per reclamare il pagamento di quanto dovuto loro».

Condividi:
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Leave a comment.

Your email address will not be published. Required fields are marked*