vania 28 Dicembre 2016

siloHugh Howey è oggi uno degli autori americani più seguiti degli ultimi anni, per la precisione un e-book writer. Nel  2011 sfonda con il postapocalyptic thriller Wool che fa mercato e guadagna 1milione di dollari prima ancora che il libro entri nei negozi.

Incredibile? Non proprio. Secondo molti esperti la sua strabiliante ascesa sarebbe frutto di un marketing mirato e ben calcolato.

Facciamo un passo alla volta.

Nel 2011 Howey inizia a scrivere Wool in pausa pranzo, mentre lavora come commesso in una libreria. Affida il racconto breve a una piccola casa editrice e ottiene un discreto successo, ma decisamente localizzato (come spesso accade con le piccole case editrici). Quando l’editore gli propone di approfondire l’opera e scrivere un seguito Howey decide di fare come molti autori ormai fanno (specie negli USA) ovvero snobba l’editore, (authors are snubbing publishers and insisting on keeping e-book rights, dice Alexandra Alter del The Wall Street Journal in un’intervista alla CNN) e decide di auto-pubblicarsi su Amazon e di fare una campagna promozionale massiccia. Dopo l’enorme successo nelle vendite on line di Wool, l’autore finanzia la stampa con circa $500,000 dollari per distribuire il romanzo in cartaceo. Nel 2012 pubblica il seguito in due romanzi (in realtà raccolte di romanzi) Shift e Dust.

A chi gli chiede il motivo della sua scelta risponde:

“La tecnologia era lì. I tempi stavano cambiando. Avevo questa grande impazienza di andare avanti seguendo i miei tempi. Per questo motivo ho rifiutato il contratto che mi era stato offerto e ho tirato dritto per la mia strada: da allora non mi sono mai voltato indietro.”

Howey non è il classico esempio di autore rifiutato dalle case editrici, perché nonostante un’offerta sul tavolo da parte del suo editore per un secondo libro, sceglie di diventare l’editore di sé stesso (attraverso il sistema Kindle Direct Publishing di Amazon).

Con milioni di copie vendute la Trilogia del Silo diventa un caso editoriale (vincitrice del 2012 Indie Book of the Year Award). In Italia viene pubblicata dalla Bur e diventerà presto un film per la regia di Ridley Scott. I diritti cinematografici della serie sono stati comprati dalla 20th Century Fox, trattativa seguita dallo stesso autore.

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Ma di cosa parla la Trilogia? Nulla di particolarmente originale. Complottismo più o meno esplicito da Nuovo Ordine Mondiale in un mondo post apocalittico, con l’umanità rifugiata nel Silo, una città sotterranea formata da più di cento piani.  La vita all’interno di uno spazio ristretto, con materie prime limitate, è controllata da rapporti gerarchici (piani bassi, medi, alti), con nascite controllate e la proibizione di rapporti extraconiugali. In seguito alle indagini dello sceriffo Holston, i lavoratori che mantengono funzionante il Silo iniziano a ribellarsi contro una divisione segreta IT dei piani alti. Ma l’argomento principale della storia rimane il mistero costituito dal Silo, che verrà rivelato solo alla fine del quinto libro. I romanzi dal sesto all’ottavo, invece, trattano di fatti precedenti alla storia (prequel) e, infine, il libro nono collega insieme le due storie.

Scritto in uno stile non particolarmente esaltate, ma con un buon ritmo e dialoghi efficaci, il libro ha conquistato l’interesse non solo degli appassionati del genere, ma anche di un pubblico di lettori molto più vasto, spiegando così i milioni di dollari guadagnati.

Qual è, dunque, il segreto del suo successo? Difficile rispondere pienamente, ma senza dubbio la cultura americana favorisce questo tipo di “fenomeni editoriali”, abituata più di noi all’auto-pubblicazione e agli e-book. C’è poi un discorso di genere: il post-apocalittico è un po’  l’altra faccia della medaglia con dietro il romanzo storico, genere altrettanto richiesto e venduto. Da un lato una rievocazione del passato con una visione contemporanea e inquieta degli avvenimenti (basti citare i romanzi cavallereschi, soprattutto del periodo delle Crociate, che spopolano nelle librerie, i cui protagonisti non sono certo più cavalieri coraggiosi e forti di virtù e valori, semmai sono cavalieri in crisi perenne di identità religiosa, sociale, civile, esattamente come chi vive nel nostro mondo contemporaneo e proietta le nostre problematiche in personaggi storici rendendoli involontariamente anacronistici); dall’altro la visione apocalittica del futuro, che fa coppia con la crisi esistenziale di cui sopra.

Il self-publishing non è più una realtà solo americana e non sempre i libri auto prodotti sono degni della spesa affrontata dai lettori, del resto anche romanzi pubblicati da case editrici non sempre lo sono e allora? Forse la differenza la fa il marketing, la promozione. Come tutti gli autori che si auto-pubblicano, anche Hugh Howey ha dovuto investire in tempo, pazienza e denaro per promuoversi.

Buoni dialoghi?

Trama originale?

Personaggi di spessore?

Che non sia invece il Personal Branding  il segreto del successo?

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