«La sensazione più precisa e più acuta, per chi vive in questo momento, è di non sapere dove ogni
giorno sta mettendo i piedi. Il terreno è friabile, le linee si sdoppiano, i tessuti si sfilacciano, le prospettive oscillano. Allora si avverte con maggiore evidenza che ci si trova nell’innominabile attuale».
(Roberto Calasso. L’innominabile attuale, Adelphi 2017)

IL TRANSUMANO

Il termine transumanesimo fu coniato da Julian Huxley (1887-1975) e si riferisce all’uomo che trascende se stesso realizzando le sue potenzialità ma restando umano, si tratta però di una definizione che è possibile dare solo a costo di cadere in una contraddizione in termini, infatti etimologicamente “transumano” è ciò che va oltre l’umano e quindi non più umano. Non si tratta di aumentare le capacità fisiche dell’individuo così come avviene con la tecnologia, esempi ne sono il telescopio, l’aereo, il telefono, questo non sarebbe transumanesimo, a meno di non intendere che l’invenzione della ruota, della lancia o dei vestiti fossero già transumanesimo, si tratta proprio di modificare il corpo dell’essere umano in quanto ritenuto difettoso o incompleto:

In questo senso il transumanesimo compiuto implica che da quel momento l’uomo come lo conosciamo non esisterà più.

L’ANIMALIZZAZIONE DELL’UOMO

E per andare oltre l’umano esistono solo due vie, elevarsi a divinità o ridursi a puro animale, la stessa alternativa che in Aristotele ha chi non ha bisogno di essere animale politico, zoòn politikòn, l’era del transumano verrebbe in questo senso a coincidere con l’animalizzazione della società o con la divinizzazione che però sarebbe prerogativa di alcuni. […] La società del transumano vede da una parte un’umanità ridotta a zootecnia e dall’altra una divinizzata, si tratta di una divisione in classi definitiva e irreversibile, che questo sia l’effetto del transumanesimo è l’opinione di Francis Fukuyama in: L’Uomo oltre l’Uomo per il quale si pone la questione della diversa capacità di attingere ai vantaggi delle tecniche del transumanesimo.

Il terreno su cui poggiano le nostre prospettive di vita è notoriamente instabile, come sono instabili i nostri posti di lavoro e le società che li offrono, i nostri partner e le nostre reti di amicizie, la posizione di cui godiamo nella società in generale e l'autostima e la fiducia in noi stessi che ne conseguono. Il "progresso", un tempo la manifestazione più estrema dell'ottimismo radicale e promessa di felicità universalmente condivisa e duratura, si è spostato all'altra estremità dell'asse delle aspettative, connotata da distopia e fatalismo: adesso "progresso" sta ad indicare la minaccia di un cambiamento inesorabile e ineludibile che invece di promettere pace e sollievo non preannuncia altro che crisi e affanni continui, senza un attimo di tregua.
(Zygmunt Bauman. Modus vivendi, Laterza 2008)

ARTICOLO ORIGINALE

Alle radici del transumanesimo di Enzo Pennetta, 12 marzo 2022

Bibliografia utile

Di Enzo Pennetta:

  • Contro il politicamente corretto, Historica Edizioni, 2021.
  • Inchiesta sul darwinismo. Come si costruisce una teoria. Scienza e potere dall’imperialismo britannico alla globalizzazione, Cantagalli, 2020.
  • Il quarto dominio. Il posto dell’uomo nella natura, Historica Edizioni, 2019.
  • L’ultimo uomo. Malthus, Darwin, Huxley e l’invenzione dell’antropologia capitalista, GOG, 2018.

Di Zygmunt Bauman:

  • Il disagio della postmodernità, Laterza, 2024.
  • Intellettuali, Traccani, 2024.
  • Un mondo fuori asse, Laterza, 2023.
  • Amor liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi, Laterza, 2006.
  • Vita liquida, Laterza, 2008.
  • Modernità liquida, Laterza, 2011.
Condividi:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *