vania 19 Febbraio 2019

Obsessive compulsive disorder, manic depression, Internet addiction sembra un complesso quadro clinico, ma sono semplicemente le conseguenze di un utilizzo ingovernato della tecnologia. Lo sforzo attuale della ricerca medica è quello di individuare una classificazione comprensibile in cui inserire, come in un puzzle surrealista, l’inverificato. Perché il problema è proprio questo: nessuno ha mai realmente comprovato quanti danni un cervello subisca se esposto in modo continuo alle sollecitazioni tecnologiche. Danni fisici e mentali; e anche danni sociali.

Il gaming disorder
gaming disorder
L’Electronic entertainment expo (E3) a Los Angeles, il 13 giugno 2017. (Christian Petersen, Getty Images)

Nel 2018 il Gaming Disorder (uso compulsivo dei videogiochi) è stato incluso dall’OMS nella sezione «Disturbi mentali, comportamentali e dello sviluppo neurologico» nella nuova ICD-11 (Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi correlati di salute). Può causare «cefalee, ansia, depressione, attacchi epilettici e deperimento organico» ma anche un esilio volontario – e talvolta irreversibile – dalla realtà, soprattutto perché le persone (specie i ragazzi) intrappolati da questa forma di dipendenza non hanno più alcun controllo sui tempi di gioco, sull’intensità e sulla durata di quello che non è più un passatempo, ma il centro di ogni singolo giorno della loro vita.

Gioco dunque sono
sempre connessi

Un ragazzo che dà la priorità ai videogiochi smette di vivere una vita normale, di relazionarsi, perfino di innamorarsi «Lo schema di comportamento risulta così grave da danneggiare altre aree come quella personale, familiare, sociale, educativa e occupazionale». L’esplosione di un’aggressività fisiologica che diventa rabbia, addirittura violenza verbale e fisica nei confronti di chi, soprattutto i genitori, sono chiamati a porre un freno all’uso eccessivo dei videogiochi, è un segnale di allarme che non può essere sottovalutato.

Un problema sotto la superficie
Internet Addiction
Internet Addicted

La tecnologia può avere dei risvolti educativi importanti, ma così come nessun genitore metterebbe mai al volante della propria auto un minore, anche l’esperienza digitale dei figli deve passare attraverso una partecipazione educativa degli adulti. Qui è il fatto che va considerato: perché un ragazzo dovrebbe essere disposto a perdere la propria vita, a esiliarsi in un circuito di gioco, spesso violento e svilente, fino a danneggiare se stesso e chi gli è intorno? Si tratta di progressioni mentali negative individuali oppure esiste un fattore sociale, politico ed economico più complesso? Basterebbe riflettere sul fatto che i codici dell’Icd dell’OMS sono adoperati nell’individuazione dei rischi assicurativi, così che la cura di malattie e disturbi classificati possa essere coperta dalle polizze, per comprendere il valore economico di certi ingranaggi. Sicuramente, poi, il silenzio sociale in famiglie sempre più inattinenti e prive di collante relazionale, impoverite dall’inganno comunicativo della semplificazione tecnologica attuale, favorisce l’isolamento.

Il potere dell’informazione: esserci
studi sulla dipendenza da videogiochi

L’informazione aiuta a controllare i possibili rischi legati “all’assunzione” di videogame, soprattutto quelli già sotto il mirino degli esperti, come il discusso Fortnite (sviluppato dalla società statunitense Epic Games si calcola che ogni mese abbia all’attivo più di 40 milioni di giocatori) al centro di un caso dopo che una bambina inglese di nove anni è finita in riabilitazione: «Non avevamo idea, quando le abbiamo permesso di giocare, della natura che genera dipendenza o dell’impatto che poteva avere sulla sua salute mentale», ha dichiarato la mamma.

In caso di sospetta patologia in atto, in Italia ci si può rivolgere agli esperti. Il primo ambulatorio sulla Dipendenza da Internet esiste dal 2009, nel 2016 è diventato Centro Pediatrico Interdipartimentale per la Psicopatologia da Web presso la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma.

Bibliografia

Ace Mccloud, Gaming Addiction: Online Addiction: Internet Addiction: How To Overcome Video Game, Internet, And Online Addiction (2017).
Daniel King e Paul Delfabbro, Internet Gaming Disorder: Theory, Assessment, Treatment, and Prevention, Academic Press; 1 edizione (2018).

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