vania 30 Agosto 2019

In Germania «il fenomeno dell’invenzione della tradizione, la ricostruzione delle antiche forme di religiosità su basi largamente immaginarie, fu chiamato Volkstumbewegung o movimento völkisch, e divenne un fenomeno di massa dopo l’unificazione del Reich» (M. A. Iannaccone, Maria Maddalena e la dea dell’ombra, p. 116).

Il movimento völkisch

Monte Verità Ascona

Da questa ricostruzione storico culturale – cui aveva contribuito Wagner (1813-1883) con l’Oro del Reno, i Nibelunghi, il Sigfrido – emersero con straripante forza il senso della «solidarietà del popolo», la spiritualità pagana, che fu tipica anche del nazismo, unitamente a intense forme di occultismo teosofico, elementi che confluirono nei gruppi völkisch, di cui fu grande propagatore e sostenitore anche il pedagogo occultista Rudolf Steiner (1861-1925), tra le altre cose rettore della Società Teosofica tedesca nel periodo tra 1901 e 1913.

Ostara e gli altri dei dell’ombra

La dea Ostara

Ostara, nome di una divinità germanica legata alla fertilità (oggi rinata dea della Wikka neopagana; la famosa lepre pasquale tanto cara agli americani è anche nota come Osterhase e il simbolo della divinità è proprio una lepre), era la rivista più nota del movimento völkisch, attraverso le cui pagine studiosi del calibro di Paul de Lagarde (1811-1891) propugnavano l’avvento di una nuova religione germanica, fondata sugli «antichi misteri», religione nella quale Gesù Cristo veniva concepito come un profeta di pura razza ariana volto alla distruzione dello «spirito semita». «Qualunque sia la tendenza [di destra o di sinistra], comunque, il ricostruzionismo neopagano è interessato sempre agli stessi argomenti: i templari, lo gnosticismo, il matriarcato, il Graal, la cabala ebraica, Dioniso, la Grande Madre» (p. 117).

Il caso del Monte Verità

Monte Verità

Tra tutti i gruppi di intellettuali coinvolti in questo grande progetto di ricostruzione storico culturale, fu quello di Monte Verità a segnare la storia della rivoluzione culturale. Eretto sulle colline che sovrastano Ascona ed il Lago Maggiore e storicamente attivo soprattutto dal 1890-1920, Monte Verità nacque da una colonia di naturisti vegetariani, e continuò a crescere con il contributo di teosofi, filosofi, occultisti, psicologi, medici, artisti, anarchici; tanto profonda l’impronta di rivoluzione culturale da lasciare linee guida che, di fatto, riecheggeranno anche dalla controcultura pop degli anni Cinquanta e Sessanta, soprattutto quella hippie. Nel Sanatorium di Monte Verità (fondato, fra gli altri, dalla pianista Ida Hofmann, giunta dal Montenegro, da Heinrich Oedenkoven di Anversa,  dall’artista Gusto e dall’ex ufficiale Karl Gräser della Transilvania) si predicava – e praticava – il ritorno alla Natura, il saluto al dio sole, l’alimentazione naturale, il nudismo. Una sorta di comunità pagana e comunista.

Monte verità: le porte della percezione

Ovviamente, artisti da ogni parte d’Europa vennero immediatamente attratti dalle promesse libertarie della controcultura: Franz Kafka, Hermann Hesse, Rainer Maria Rilke, Carl Gustav Jung, David Herbert Lawrence, Lenin, Maw Weber e, ovviamente, l’esoterista Aleister Crowley (1875-1947). Anche il noto medico Otto Gross (1877-1920), figlio del fondatore della criminologia e inventore della “Scuola per la liberazione dell’umanità”, ebbe modo di frequentare Monte Verità, divulgandovi dottrine impregnate di anticristianesimo militante, e nuove forme di psicoterapia in stile orgia sessuale.

La rielaborazione dell’immaginario

Proto-hippie in Europa

La ricostruzione culturale di area tedesca (ma anche inglese e francese) influenzò le ideologie politiche di destra e di sinistra, aprendo le porte alla società post moderna con la sua rielaborazione dell’immaginario e la trasvalutazione dei valori, tanto auspicata da Friedrich Nietzsche.

[Abbiamo volutamente escluso dall’articolo immagini raffiguranti scene di nudismo].

Bibliografia

Mario Arturo Iannaccone, Maria Maddalena e la Dea dell’Ombra. Il sacro femminile, la spiritualità della dea e l’immaginario contemporaneo, Sugarco, 2006.
Giorgio Galli e Paolo A. Dossena, Intervista sul nazismo magico, Lindau, 2010.
Anne Hill Fernie, The Origin of Hippie in Europe 1880 to 1940, April 2015.

 

Condividi:
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Leave a comment.

Your email address will not be published. Required fields are marked*