vania 9 Febbraio 2018
Aldous Huxley
Aldous Huxley

Aldous Leonard Huxley (1894–1963): scrittore, poeta, saggista inglese. Fu autore di romanzi visionari appartenenti al genere della narrativa distopica, tra i quali uno dei più celebrati fu senza dubbio Il mondo nuovo (1932).  Ma Huxley non era solo uno scrittore di parole, di trame, di personaggi inventati o estrapolati dalla realtà, fu anche un arrischiato sperimentatore di quelle stesse sostanze allucinogene di cui raccontava, come la mescalina e l’acido lisergico, sulle quali argomentò nel saggio Le porte della percezione (The Doors Of Perception) (1954), dal quale poi prese il nome la band The Doors​ di Jim Morrison​.

«La scienza e la tecnica ci mettono nelle mani delle potenze straordinarie. Dopo tutto, il problema politico è sempre stato un problema di potere, di come utilizziamo il potere, male o bene», diceva.

Huxley fu il primo, o fra i primi, a parlare di sostanze psichedeliche, la cui assunzione era per lui la rispettabile attività dell’intellettuale che volesse allargare i propri orizzonti percettivi, mentali, e, dunque, anche come scrittore ne fece uso, entrando a far parte di quella cerchia di autori che si distinsero per «l’ottimismo chimicAldous Huxley -LSDo» e l’uso – o abuso – intellettuale di LSD. La sua vita e la sua morte furono in qualche modo un viaggio in queste droghe, di fatto consapevole dell’approssimarsi della fine, Huxley chiese alla seconda moglie, l’italiana Laura Archera, di somministrargli una forte dose di LSD per via intramuscolare (era il 22 novembre 1963, lo stesso giorno in cui il presidente J. F. Kennedy veniva assassinato a Dallas) mettendo per iscritto la richiesta, tenendo fede al suo ruolo di scrittore e saggista, fino in fondo.
I romanzi di Huxley risentono dei suoi ‘viaggi’ tra realtà e visioni e della sua ossessione intellettuale che si incarna nelle parole cercate quasi con disperazione; tutto nei suoi scritti denuncia in modo sempre più marcato e crescente lo scopo, la ragione del suo scrivere – quella motivazione profonda che contraddistingue tutti i grandi scrittori – ovvero l’unione tra spirito e mente, tra scienza e narrativa, alimentata con scrupolosa attitudine dall’uso di droghe.

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