Gli insospettabili sospetti: sesso, droga, magia nei gruppi iniziatici.

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«Roma, 1927. Un tram attraversa sferragliando le strade della capitale affollate di biciclette. Le note di una musica da ballo si spandono dagli apparecchi radio delle case. Signori con cappello e bastone discutono di politica agli angoli delle strade. Un gruppo eterogeneo di persone, invece, rilassa la propria mente con esercizi di concentrazione, pratica lo yoga, recita mantra, scopre il potere magico del sesso, apprende l’arte di entrare coscienti nel sonno, prova ogni tipo di droga. È il Gruppo di Ur. […] Fra di essi anche Emilio Servadio, massone e futuro presidente della Società Psicoanalitica Italiana e il giovane Pio Filippani Ronconi, che diventerà uno dei più autorevoli orientalisti italiani. Sopra tutti spicca la figura di Julius Evola, affascinante e controverso aristocratico, pittore dadaista, poeta, filosofo ed alpinista» (Franco Landriscina, Il gruppo di Ur e la via iniziatica alla psichedelia, in: Antonio Castronovo, L’Immaginazione al Podere. Che cosa resta delle eresie psichedeliche, Stampa Alternativa, 2005).

Sono personaggi insospettabili per chi non sa riconoscerne la chiave di lettura; non sono poi così stravaganti a guardarli, ma, certo, si dedicano a letture decisamente stravaganti, almeno per l’epoca: i Tantra, la Vita di Milarepa, il Libro Tibetano dei Morti; e, quando non sono impegnati in particolari rituali magici nei salotti romani dei ruggenti anni Venti, argomentano con passione di pitagorismo, neoplatonismo, religione greca-romana, alchimia rinascimentale e misticismo tedesco.

Conclusioni “poco” pubbliche

Julius Evola
Julius Evola

Le loro conclusioni sono quasi sempre orgogliosamente raccolte in riviste non esattamente di dominio pubblico, come Atanòr, Ignis, Ultra, Ur, Krur e La Torre. In molte si fa spesso accenno al modo in cui l’uomo nuovo possa vivere esperienze diverse rispetto all’ordinario, anche attraverso tecniche che possano modificare in modo diretto la coscienza, grazie soprattutto all’uso delle «acque corrosive», termine che nel linguaggio alchemico sta a indicare le droghe. Eppure, se consideriamo che l’invenzione dell’LSD, la sostanza psichedelica per eccellenza, viene fatta risalire ad Albert Hoffmann (1906-2008), chimico svizzero, che l’avrebbe sintetizzata nel 1943, viene da chiedersi cosa utilizzino questi intellettuali del ventennio per «liberare le loro coscienze».

Sesso, magia e droga

Premesso che gli esperimenti che coinvolgono sostanze di varia natura al fine di liberare la coscienza, e cercare una via di affrancazione alternativa, sono molti ed eterogenei già da qualche tempo, nel caso del Gruppo di Ur (ufficialmente 1927-1929) sicuramente si ricorre a meditazione e pratiche magiche, riti sessuali ed erbe ritenute prodigiose, bevande sacre e fluidi di immortalità (Soma vedico, Haoma iranico, Idromele eddico e talvolta vino), ma anche alle droghe vere e proprie, seppur chiamate, in termini alchemici, «solventi», «acque corrosive», «aceti filosofici». Ovviamente non conta il mezzo, ma il fine. E il fine è quello di «superare la soglia che separa l’uomo comune, limitato e mortale, dal mondo degli dei e degli eroi».

Tra scienza e magia

Der Meskalinrausch (Kurt Beringer, 1927)

Nel 1927, guarda caso, viene pubblicato il libro di Kurt Beringer (1893-1949) Der Meskalinrausch. Seine Geschichte und Erscheinungsweise (Ebrezza mescalinica) in cui si afferma che l’uso di droghe, come appunto la mescalina, sarebbe ottima cura per gli stati di nevrastenia, del resto qualche anno prima, il medico inglese Havelock Ellis (1859-1939), uno dei padri fondatori del movimento di liberazione sessuale, aveva provato su se stesso gli effetti della mescalina, pubblicando entusiastici studi sulla sua scoperta della nuova «via per il paradiso».

 

I risultati medico-scientifici (spesso poco medici e ancora meno scientifici, ma avvalorati dall’autorità degli sperimentatori) vengono accolti con entusiasmo da molti intellettuali, per i quali, però, le sostanze psichedeliche non sono una forma di cura del corpo, ma della mente e dell’anima, non solo spirituale, ma soprattutto sociale e di liberazione politica «un ponte verso una società perfetta in cui non ci sono più differenze sociali e individuali». Si tratta di un evoluzionismo culturale, grazie al quale la coscienza opportunamente «allucinata» e instradata sulla «nuova via» si evolve nell’individuo che non ha più doveri sociali, costrizioni morali, restrizioni etiche, limiti umani.

“Delle” Fabian Society

Fabian Society e il socialismo

Non si tratta solo di elucubrazioni da scrittori e filosofi indagatori dell’esoterico: è una condizione intellettuale (e spirituale) che trae forza e linfa da un certo socialismo inglese (come avere Darwin e Marx seduti uno accanto all’altro), e che alimenta le idee di vari gruppi para massonici (inseriti a vario titolo nel contesto culturale), come la Fabian Society (nata nel 1884); gruppi che iniziano a pullulare, e non è un caso, negli ambienti in cui socialismo, femminismo, magia ed esoterismo si stringono la mano. Anche oggi.

Bibliografia

  • Franco Landriscina, Il gruppo di Ur e la via iniziatica alla psichedelia, in: Antonio Castronovo, L’Immaginazione al Podere. Che cosa resta delle eresie psichedeliche, Stampa Alternativa, 2005.
  • Introduzione alla Magia. A cura del Gruppo di Ur, Volume secondo e terzo, Roma, Edizioni Mediterranee, 1971.
  • Julius Evola, Il Mistero del Graal, Bari, Laterza, 1937. V ed. corretta: Edizioni Mediterranee, Roma, 1997.
  • J. Evola, Cavalcare la tigre, Edizioni Mediterranee, Roma, 1995.

 

 

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