vania 5 Febbraio 2020
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Il 13 aprile 1953 i vertici della CIA (Central Intelligence Agency), guidati all’epoca dall’influente ex diplomatico e agente segreto Allen Welsh Dulles (1893-1969) – lo stesso che avrebbe poi fatto attivamente parte della commissione d’inchiesta parlamentare Warren, istituita nel ‘63 dal presidente Lyndon B. Johnson per indagare sull’assassinio di John F. Kennedy – stabilirono la necessità di ampliare e potenziare le sperimentazioni e le ricerche nel campo del controllo mentale e del lavaggio del cervello.

Il progetto MK-Ultra

Mk-Ultra – relazione

Il nuovo progetto fu varato con il nome in codice di MK-Ultra (sembra che Ultra si riferisse a un non meglio precisato “oltre” verso cui gli scienziati avrebbero dovuto spingersi, al di là dell’etica o della morale comune), e affidato al controllo dell’Office of Scientific Intelligence. Di cosa doveva realmente occuparsi? Partendo da un finanziamento di ben trecentomila dollari, doveva studiare e manipolare – come in effetti fece – sistemi culturali, fisici, psicologici ed elettronici, con lo scopo di individuare tutte le più opportune modalità di condizionamento o decondizionamento di individui opportunamente scelti, sia amici che nemici. Esperimenti, dunque, su esseri umani, in particolare le “cavie” inconsapevoli furono nella maggior parte dei casi cittadini americani e canadesi.

 

 

«Devono essere prese precauzioni non solo nell’evitare che le forze nemiche vengano a conoscenza delle operazioni ma anche nel celare le attività al pubblico in generale. Sapere che l’Agenzia è coinvolta in attività non etiche ed illecite avrebbe serie ripercussioni negli ambienti politici e diplomatici». (Dulles, 1957)

Donald Ewen Cameron

Donald Ewen Cameron
Donald Ewen Cameron

Fra le personalità più note partecipanti al progetto ci furono certamente l’antropologa Margaret Mead (1901-1978), l’antropologo-sociologo Gregory Bateson (1904-1980), il patologo Sidney Cohen (1921-2017) e, anche, il ben noto psicologo Donald Ewen Cameron (1901-1967). Gli esperimenti furono spostati in Canada proprio per volontà di quest’ultimo, padre del concetto di guida psichica che attirò in modo particolare i vertici della CIA. I primi esperimenti di lavaggio del cervello portati avanti da Cameron, nascevano dal tentativo di cancellare la memoria dei malati di schizofrenia, per provare, quindi, a ricostruirne completamente la psiche.

Generalmente confinava i pazienti in un coma farmacologico protratto per settimane (a volte mesi) all’interno del quale cercava di “condizionarli” mediante l’ascolto di nastri e registrazioni utili a bombardare il cervello di cue statements, cioè di affermazioni chiave, le quali erano negative qualora Cameron intendesse cancellare dei comportamenti ritenuti positivi, e viceversa, al fine di condizionare del tutto il comportamento del paziente; infine, arrivavano le dosi massicce di scariche elettriche. Molti dei suoi studi erano stati finanziati, in particolare nel 1943, dalla Rockefeller Foundation, quando il medico era già presso l’istituto psichiatrico della McGill University, attuando esperimenti che agivano in due campi: la cura della malattie mentali e il condizionamento attivo e passivo dell’individuo.

LSD-25

Paziente MK-Ultra

Ad ogni modo, fu lavorando per la CIA che Cameron diede il meglio di sé. La sostanza più utilizzata, perché definita «in assoluto la più promettente per questi esperimenti, era la creatura del dottor Hofmann, il Delysid», noto anche come LSD-25, apparentemente l’elemento portante per gli esperimenti sul controllo mentale (Mario Arturo Iannaccone, Rivoluzione Psichedelica, p. 37). Quando Cameron morì precipitando da una parete nel 1967, le riviste specializzate lo osannarono, attribuendogli grandi scoperte e avanzamenti nella scienza medica in ambito psicologico. Ma, nel frattempo, fu anche ordinata un’inchiesta sul suo operato, poiché molti dei suoi pazienti erano stati ridotti in fin di vita dai suoi trattamenti, spesso combinazioni micidiali di elettroshock, privazioni sensoriali (a una donna sofferente di depressione toccò un trattamento di trentacinque giorni di deprivazione sensoriale assoluta immersa nel silenzio e nel buio talmente radicale ed estremo da indurla alla pazzia irreversibile), isolamento in camere anecoiche, uso massiccio di droghe, specie LSD. Molti dei suoi esperimenti erano “terminali”, ovvero conducevano potenzialmente alla morte, cosa che non sembrava provocarlo in alcun modo dal punto di vista morale. In alcuni casi i pazienti persero la memoria, in altri, la capacità di controllare le funzioni corporee od anche la facoltà di parlare. Una donna fu ridotta allo stato vegetale, motivo per cui Cameron le asportò chirurgicamente i centri cognitivi, onde ispezionarli. L’inarrestabile psicologo, punta di diamante dell’MK-Ultra, condusse anche esperimenti con il curaro, veleno che uccide simulando infarti, tuttavia ad accusa si difese sostenendo di averlo impiegato con parsimonia, al solo scopo di immobilizzare i pazienti mentre venivano sottoposti alla privazione sensoriale.

Il progetto si ferma?

Il progetto MK-Ultra venne interrotto ufficialmente nel 1973, quando il direttore della CIA, Richard Helms (1913-2002), ordinò che tutti i documenti inerenti alle sperimentazioni portate avanti in quegli anni fossero distrutti, motivo per cui un’indagine approfondita non è attuabile. Tuttavia, già nel 1975, alcune attività illecite del progetto vennero rivelate al pubblico, soprattutto a seguito di un articolo del dicembre del 1974 apparso sul New York Times, nel quale si faceva menzione di alcuni esperimenti illegali condotti dalla CIA sugli ignari cittadini nel corso degli anni Sessanta. Fu l’articolo, di fatto, a spingere il Congresso degli Stati Uniti a sollevare dei veli. Ma a tutt’oggi molte cose non sono mai state rese note.

Bibliografia

Mario Arturo Iannaccone, Rivoluzione psichedelica, Sugarco Edizioni, Milano 2008.
Intervista Aliena, basata su note personali, interviste e trascrizioni  di Matilda O’Donnel MacElroy, Stampa negli Stati Uniti D’America, 2015.

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