Il Cerchio d’Oro: la loggia dei “Cavalieri” che fecero l’America

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Quando si parla di società segrete, logge massoniche, infiltrazioni esoteriche e influenze occulte che avrebbero condizionato atti politici di rilevanza straordinaria è difficile trovare un equilibrio tra storia e leggenda, anzi, spesso si scivola in una sorta di folklore immaginifico e pullulante di supposizioni che sfociano nel mito, se non nella pura invenzione. Ma i Knights of the Golden Circle (Cavalieri del Cerchio d’Oro), società segreta attiva soprattutto nell’Ottocento, in America, e che, con buona probabilità, trasse ispirazione – soprattutto spirituale e organizzativa – dalle logge scozzesi, è esistita davvero.
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e celebrazioni rituali erano un complesso articolarsi di giuramenti massonici, magia popolare e richiami biblici. Gli appartenenti al Cerchio erano noti come Copperheads (Teste di rame), termine che finì per designare, durante la Guerra civile americana (1861-1865), i sospettati di pacifismo eversivo e coloro che cospiravano ai danni del Governo Federale (gli Unionisti del Nord).

Il momento storico

Il periodo storico era complesso dal punto di vista politico, anche per le continue manomissioni di spie e informatori su entrambi i fronti che videro contrapposti gli Stati dell’America del Sud, riuniti in Confederazione, e il Governo federale dell’Unione. La storiografia ufficiale ha legato le origini della sanguinosa Guerra civile a questioni economiche, nobilitandole con un conveniente spirito antirazzista. In pratica gli Stati del Sud, che erano agricoli e latifondisti, volevano il libero commercio, mentre quelli del Nord, con ragioni più industriali e commerciali, desideravano imporre una politica economica volta a uno stretto protezionismo.
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el terreno dello scontro economico andò a impiantarsi la disputa tra abolizionismo (Stati del Nord) e schiavismo (Stati del Sud). Il terribile conflitto costò la vita a più di seicentomila soldati, massacrati in battaglie rese ancora più cruente dall’utilizzo (qualcuno la definì piuttosto una consapevole sperimentazione bellica) delle prime armi automatiche. La vittoria dell’Unione portò alla supremazia economica del Nord, all’abolizione della schiavitù – ma non del razzismo che era altrettanto vivo nel Nord quanto nel Sud – e al rafforzamento del potere presidenziale.

Cerchi d’Oro e società segrete maledette

Stando alla versione più accreditata, i Cavalieri del Cerchio D’Oro avevano come obiettivo una guerra civile forse già dal 1837, con lo scopo di annettere parte del Messico, dell’America Centrale e dei Caraibi agli Stati Uniti del Sud, individuando così uno Stato, su base schiavista, compreso in un’area di più di duemilaquattrocento miglia quadrate: il Cerchio d’oro.
L’idea era quella di esercitare una sorta di monopolio commerciale che riguardasse tabacco, canna da zucchero e cotone, e che sfruttasse il lavoro degli schiavi. Ma dietro ai motivi economici ardevano, ovviamente, quelli politici, e di fatto i Cavalieri intendevano aiutare gli Stati Uniti del Sud – in modo illecito o lecito non aveva importanza – a guadagnarsi quella piena autonomia che avrebbe potuto renderli forti, potenti e predominanti.

Secondo gli atti ufficiali il gruppo si riunì per la prima volta a Lexington (Kentucky) nel luglio 1854, su invito di George Bickley (1823-1867), un medico esperto di pratiche magiche e medicina alternativa, in particolare della Eclectic medicine, che faceva largo uso di rimedi botanici. Bickley si occupò di fisioterapia e avviò un fiorente commercio di rimedi naturali che vendeva attraverso il servizio postale; fu anche editore dei propri libri sull’argomento. Denominato il Generale all’interno del gruppo, fu per alcuni il fondatore del Cerchio d’Oro. Ma non è detto che sia questa verità. Per la ricercatrice Norma Cox (The New Spoilers) i primi Cavalieri furono dodici – un numero che non sembra un caso – tra cui Jefferson Davis, Bedford Forrest, Jesse James e William Quantrill. Per altri, il Sommo iniziatore fu addirittura Albert Pike (1809-1891), noto anche come il «Papa della massoneria americana», probabile ideatore del Ku Klux Klan, appassionato di pratiche esoteriche estreme e autore di un fitto scambio epistolare con Giuseppe Mazzini (1805-1872) al quale, nel 1871, pare avesse predetto le guerre mondiali, come conseguenza dell’opera delle logge.

Storia o mito complottista?

Albert Pike, il Papa della massoneria americana

A dire il vero, non tutti sono disposti a dare credito a tale confronto epistolare, ed è anzi molto probabile che si sia trattato di un’invenzione di un filone storico poco accorto e legato a studiosi “cospiratori”. Eppure, Jean Lombard Coeurderoy (La cara oculta de la historia) sosteneva, alla fine degli anni Sessanta, che le lettere si trovassero depositate presso gli archivi del Temple House, sede della Massoneria di Rito Scozzese, della quale Pike fu Sovrano Gran Commendatore; ma c’è chi risolve la faccenda relegando il tutto a una costruzione storica fittizia, voluta per screditare i personaggi coinvolti. Certo non può non incuriosire il fatto che le prime attività «dei Cavalieri dell’Ordine d’Oro consistettero nell’addestramento paramilitare di terroristi in tutta l’America Centrale, con lo scopo di provocare una guerra tra gli Stati Uniti e la Spagna, che governava quella zona». Erano gli stessi paesi sudamericani dove, pochi anni prima, la guerriglia era stata condotta da Giuseppe Garibaldi (1807-1882), anche lui ben noto massone. Dunque un qualche collegamento con Pike c’era.

Knights of the Golden Circle

Ad ogni modo, il Cerchio attribuì l’identità di Castelli alle varie logge sparse sul territorio, le quali venivano coordinate in caso di necessità, dopo aver individuato le missioni da portare a termine. Fu il caso dell’assalto all’arsenale federale di San Antonio in Texas, il 15 febbraio 1861, o dell’incendio appiccato alla sede del giornale unionista Alamo Express, nel maggio dello stesso anno. Ma queste erano solo azioni dimostrative, in qualche modo di protesta, il meglio di sé i Cavalieri lo diedero nelle azioni di guerriglia, fatte di agguati e colpi di mano, e furono così efficaci da guadagnarsi, nel 1862, l’attenzione della Stampa nazionale e del Senato. Perfino il nome dell’ex presidente Franklin Pierce (1804-1869) fu associato ai Cavalieri, per via delle sue posizioni anti-linconiane e, dunque, anti-unioniste.
L’azione del Cerchio andò avanti anche dopo la Guerra civile. Gli affiliati contribuirono a diffondere, per esempio, le idee del nascente Ku Klux Klan, la famigerata società segreta caratterizzata da razzismo e odio per gli stranieri e il cui nome, curiosamente, deriverebbe proprio da “cerchio”, individuabile nel termine greco kyklos. Probabilmente i complessi e misteriosi rituali della setta razzista ricalcarono in parte quelli del Cerchio d’Oro.

Henry Ford, Jesse James e l’America d’Oro

James con Robert Ford, membro della “banda” e poi suo presunto assassino

Spie, infiltrati, massoni – e in qualche modo esperti di guerriglia e atti di terrorismo – i Knights of the Golden Circle durarono ufficialmente solo fino 1908, sotto la guida di un leggendario ex soldato divenuto fuorilegge, Jesse James (1847-1882), che agì sotto lo pseudonimo di Frank J. Dalton, arricchendosi con i proventi delle missioni dei Cavalieri, investendo nel petrolio del Texas, e partecipando perfino alla fondazione della neonata casa automobilistica di Henry Ford (1863-1947), che era a sua volta un massone Cavaliere del Cerchio D’Oro. La vita e la morte di Jesse James sono a tutt’oggi talmente criptiche – e protette – che nel 1948 il giornale di Lawton (Oklahoma) annunciò che era ancora vivo, senza riuscire però a dimostrarlo in modo determinante. Secondo il mito James inscenò la propria morte molto tempo prima, continuando a fare affari sotto copertura. O forse no.

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